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L’anima nella scuola

19 ottobre 2013

L’anima nella scuola. C’era una volta una SCUOLA: tutti la conoscevano, tutti sapevano dove stava, tutti sapevano che lavoro faceva, tutti la rispettavano. Era una buona scuola!
Un brutto giorno però arrivarono degli esperti di sottrazioni e cominciarono a dire che bisognava risparmiare perché c’era la crisi. 
Dissero che nella parola SCUOLA c’erano troppe vocali e troppe consonanti e che bisognava semplificare ed essenzializzare.
Così tolsero la C di “Capire” per regalarla a chi vendeva computer e software per le Classi 2.0.
Con la sottrazione della C, la scuola stava diventando una SUOLA e molti sentivano di poterla mettere sotto i piedi.
Subito dopo arrivarono anche i nostalgici del passato che le presero la Udi “Uguaglianza delle opportunità” perché alle elementari volevano reintrodurre il maestro Unico. 
La scuola ora si sentiva più SOLA e molti cominciavano a non capire bene a cosa potesse servire.
Di lì a poco ne approfittarono pure i cosiddetti “tecnici” per sottrarle la A di “Accogliere” perché volevano formare dei docenti Automatici che somministrassero test.
La SCUOLA, che era diventata SUOLA e poi SOLA…

3 commenti leave one →
  1. Stefania permalink
    11 settembre 2014 11:27

    Che bello leggere le vostre riflessioni…..si apre il cuore e viene voglia di lavorare in modo sempre nuovo, per i bimbi, per la nuova società
    Complimenti per il vostro impegno anche etico
    Buon inizio
    Stefania Riccò – Modena

  2. Monica permalink
    3 aprile 2014 06:21

    Questa riflessione gira in rete suscitando attenzioni e commenti. Difficile rintracciare l’autrice, di certo è stato scritto da una maestra dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori.

    “Non sono stata capace di dire no. No ai voti.

    Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare.

    A chiudere i bambini in un numero.

    Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.

    Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa.

    Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità.

    Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme.

    Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia.

    Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano.

    Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.

    I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve.

    Creano ansia, confronti, successi e fallimenti.

    I voti distruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può.

    I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri.

    I voti mietono vittime e creano presunzioni.

    I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno.

    La maestra lo sa bene, perciò è colpevole. Per non aver fatto obiezione di coscienza.”

    Un maestra

    (Pubblicato dal notiziario AIFA Onlus “AIFAnewsletter n. 215 anno XII del 31/03/2014”)

    OPINIONE PERSONALE: Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di ammetterlo!!! Condivido.

    Monica

  3. Monica permalink
    4 novembre 2013 22:19

    Com’è vera questa storia…

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